Progettare un’interfaccia conversazionale

Il problema

Nel settore manufatturiero e dei servizi, l’accesso e la condivisione ottimale dei dati tra le risorse interne richiede un notevole dispendio di tempo e ha un significativo impatto sui costi di produzione: l’intelligenza artificiale attraverso strumenti quali chatbot, rich media card e database semantici può rappresentare una valida risorsa per ottimizzare i processi lavorativi.

Per una società di recruiting in ambito farmaceutico, l’obiettivo del progetto era quello di trovare una soluzione condivisa da tutte le figure coinvolte – project manager, risorse umane e vendite – che facilitasse il reperimento e la corrispondenza dei profili dei consulenti e la loro corretta allocazione presso il cliente, sfruttando i benefici dell’IA.

Cliente

Keethings (Italia)

Attività

  • Workshop Lean UX
  • Progettazione UI
  • Prototipo

Strumenti

Sketch  Invision

Approccio e soluzione

Per individuare con precisione i requisiti del cliente è stato organizzato un workshop di Lean UX di un giorno a cui hanno partecipato stakeholder e responsabili di prodotto. L’obiettivo era di realizzare un prototipo funzionale in grado di soddisfare i bisogni dell’utente primario.

Il workshop si è articolato in sei fasi:

  1. Definire gli obiettivi di business
  2. Specificare il contesto d’uso
  3. Individuare il profilo dell’utente
  4. Descrivere gli scenari d’uso
  5. Fornire idee al problema
  6. Trovare una soluzione condivisa

Obiettivi di business

Ciascun partecipante ha evidenziato i principali obiettivi da raggiungere così da utilizzarli come indicatori di performance (kpi) per valutare l’efficacia della soluzione proposta. Il team ha quindi selezionato i tre principali in una scala di priorità.

Contesto d’uso e profilo utente

Al team è stato chiesto di analizzare gli obiettivi da un’altra angolazione, rispondendo a una serie di domande quali:

  • Chi è l’utente?
  • Quali problemi deve risolvere il prodotto/servizio?
  • Come, dove, quando viene utilizzato?
  • Quali caratteristiche sono importanti?
  • Quali bisogni deve soddisfare?
  • Quali soluzioni posso dare a questi bisogni?

Le informazioni così raccolte sono state raggruppate e utilizzate per elaborare il profilo dell’utente primario (project manager) sulla base di caratteristiche demografiche, bisogni, problemi e obiettivi individuati.

Scenari d’uso

Analizzando l’area dei bisogni e dei problemi, sono state formulate una serie di domande da tradurre in user story che il team ha poi selezionato per la successiva fase di co-design:

Come utente voglio un sistema affidabile in grado di / 1. soddisfare le richieste del reparto vendite in tempi brevi /  2. garantire la corretta aderenza dei curricula / 3. allocare tutte le risorse disponibili.

Soluzioni

Ai partecipanti è stato chiesto di fornire quante più idee/soluzioni alle user story (approccio divergente). Successivamente ciascuna idea è stata visualizzata e valutata dal team per arrivare ad una soluzione condivisa (approccio convergente).

Prototipo

La soluzione individuata è stata rappresentata graficamente e quindi articolata lungo un flusso di navigazione. Quest’ultimo step è servito per generare il prototipo interattivo da sottoporre a validazione interna.

Punti chiave

  • Una rich media card di benvenuto permette di accedere velocemente alle principali funzionalità del profilo utente: rispondere alle richieste pendenti e visualizzare lo stato di allocazione delle risorse, inserire una nuova richiesta oppure consultare i curricula.
  • Il chatbot funge da assistente virtuale per permettere all’utente di accedere a informazioni più dettagliate e personalizzate.
  • Le rich media card e il database semantico permettono di generare i profili più adatti e filtrarli in base alle richieste del cliente.