Che persona sei? Progettare profili ux

Pubblicato in Esperienza Utente | 18 ottobre 2011

Costruire un sito orientato all’utente

Prendete i vostri dati personali: età, sesso, professione, luogo. Quindi aggiungete qualcosa di autentico sulla vostra vita quotidiana: storie, citazioni, aneddoti, abitudini di utilizzo del computer. E il gioco è fatto: ecco a voi il persona. Secondo Alan Cooper, pioniere del design user-centered”, i persona sono archetipi ipotetici […] degli utenti reali che guidano il processo decisionale nella progettazione delle interfacce”. Non stiamo parlando di persone reali, naturalmente. Piuttosto di ciò che si ricava dai dati personali degli utenti […] , raccolti attraverso interviste e altri metodi di ricerca qualitativa.
Supponiamo, per esempio, di voler costruire un sito dedicato agli automobilisti sportivi. Potremmo iniziare con una carrellata di preziose immagini di alcune delle migliori marche automobilistiche, aggiungendo recensioni, test drive e notizie provenienti dal mercato. Ma senza coinvolgere i potenziali utenti finali, non saremmo sicuri di soddisfare le loro richieste e preferenze. Finiremmo per creare qualcosa che già si può trovare sugli scaffali di una libreria: la versione online di una rivista stampata.
Invece, perché non chiedere ad un gruppo di automobilisti sportivi cosa apprezzano di più in una macchina? Lo stile unico, l’abitabilità, le prestazioni o forse gli accessori? Magari potrebbero anche aggiungere dettagli circa le proprie esperienze di guida: luoghi da visitare, le foto scattate nella loro auto, i raduni con altri appassionati di auto sportive. Questa e altre informazioni qualitative, assieme ai dati personali, potrebbero essere usati per creare il profilo di un utente (ovvero un persona).

Nel definire un profilo utente per il nostro sito, gli elementi che sono più ricorrenti si combinano per formare il persona principale, vale a dire il nostro utente più probabile – quello che tutti i designer e sviluppatori dovrebbero tenere a mente nella progettazione e allestimento del sito. I dettagli meno prevalenti potrebbero invece definire i persona secondari – utenti con esigenze e abitudini diverse ma ancora parte del nostro pubblico. Ci potrebbero essere anche persona negativi, ovvero gli utenti con caratteristiche non corrispondenti al nostro profilo. Ciò che conta è il metodo rigoroso utilizzato per raccogliere tutte queste informazioni. Ecco i punti chiave individuati dal guru dell’usabilità, Alan Cooper, nel suo libro best-seller The Inmates Are Running the Asylum1:

  • Stilare una o due pagine di accurata descrizione narrativa per ciascun persona.
  • Identificare i percorsi e modelli comportamentali quotidiani, utilizzando dettagli specifici, non generici.
  • Descrivere due o tre abilità tecniche che diano un’idea del livello di competenza informatica.
  • Includere uno o due dettagli immaginari sulla vita del persona – un interesse o un abitudine – che lo rendano unico e distinguibile.
  • Non usare individui reali come persona. Creare un aggregato in base a interviste e dati di ricerca.
  • Per un nuovo progetto, non riutilizzare un persona precedente; intervistare e creare nuovi persona per ogni nuovo progetto.
  • Limitare il numero di persona – di solito da tre e sette – a seconda della scala del progetto.
  • Sviluppare un archetipo credibile per il team di progetto.

Per ulteriori informazioni su questo argomento si veda: