Estetica e usabilità

Pubblicato in Esperienza Utente | 26 ottobre 2011

I siti belli da vedere possono essere anche facili da usare?

È il tipico dilemma quando si tratta di comunicazione web: è meglio avere un layout ben progettato o un’organizzazione ben strutturata dei contenuti? Un esperto di usabilità direbbe: “Il vostro sito deve essere facile da usare, veloce nel caricamento, per lo più testuale e  con poco o nessuno spazio per “sperimentazioni grafiche”. Mentre un web designer direbbe: “Il tuo sito deve essere unico, accattivante, con un’ampio uso dell’iconografia e di altri elementi visivi”. Detto in termini filosofici: cosa viene prima la forma o il contenuto?
Questo dualismo è in realtà più teorico che reale: studi e ricerche dimostrano che l’esperienza degli utenti è influenzata sia dal contenuto sia dal modo in cui viene presentato e organizzato. Una bella grafica originale è infatti in grado di coesistere con una navigazione funzionale. Infatti, ciò che rende l’esperienza utente sul sito un successo (o, addirittura un fallimento) è in definitiva una combinazione di entrambi.
Questa ultima ipotesi si basa sulle conclusioni dei primi psicologi della Gestalt del 20° secolo che hanno studiato come il meccanismo in cui cervello elabora le immagini e risponde a ciò che vede. Anche se complessa, la reazione cerebrale alle immagini è quasi immediata: ci vuole meno di un secondo per decidere se una pagina web (o qualsiasi elemento visivo) meriti un pollice verso l’alto o verso il basso. Questo avviene praticamente allo stesso modo in cui decidiamo se un pasto ci piace o meno: si tratta di una reazione affettiva ed emotiva agli stimoli esterni che sono disciplinati in modo inconsapevole ed automatico dai centri inferiori del cervello. Al contrario, concetti come funzionalità del sito, struttura e organizzazione dei contenuti richiedono una risposta cognitiva, più lenta, dall’alto verso il basso, una reazione più ponderata del cervello.

Questo secondo giudizio è influenzato dai nostri punti di vista culturali, dall’apprendimento, dalle esperienze e preferenze personali.
Come nel caso di una linea progressiva, per prima c’è la nostra percezione irrazionale / emotiva (reazione viscerale). Questa può persistere e influenzare anche i nostri pensieri e le opinioni a un livello più profondo e razionale. “Un effetto che dura a lungo dopo che i processi comportamentali, coscienti e riflessivi più lenti entrano in azione, rendendo consapevoli di come ci si sente rispetto a ciò che vediamo”1
Queste due reazioni fondamentali suscitano diversi modelli estetici. Il modello espressivo sottolinea l’originalità, la creatività e la ricchezza visiva nella progettazione di un sito. Mentre “il modello classico sottolinea ordine e chiarezza nel design, attraverso l’uso di convenzioni web e di stampa.”2
La prevalenza di un modello rispetto all’altro dipende principalmente dalla natura intrinseca del sito: un sito e-commerce sarà giudicato più per la sua organizzazione dei contenuti (modello classico), mentre un portfolio è più probabile che venga visto e valutato secondo la sua presentazione visiva del contenuto (modello espressivo).
Gli esperti di usabilità adottano sempre il modello classico per valutare un sito web: la loro decisione è il risultato di un’analisi accurata e approfondita. È tutta una questione di linee guida, test e normative. Al contrario, i web designer si rivolgono sempre al modello espressivo nel giudicare una grafica: cercano la giusto sintesi di tutti gli elementi visivi – caratteri e icone, colori e immagini. Tuttavia questo non significa che non si possa raggiungere un rapporto armonico tra questi due approcci. Così come la più precisa analisi di usabilità non è garanzia di successo, una grafica sofisticata non può impedire una cattiva esperienza utente. Dobbiamo semplicemente trovare il giusto equilibrio. Per ulteriori informazioni su questo argomento si veda:
Visual Decision Making by Patrick Lynch.1,2Lynch, Patrick. Visual Decision Making